C'è un cielo da presepio
ed è terra di presepio questa terra
dove viviamo come stranieri
come feriti come
naufraghi,
come reduci di un'altra
guerra;
come balordi vagabondi persi tra
muschi e viottole:
Notte ci coglie,
ci scaldiamo al Fuoco.
Ma (dopo poco) ecco
apparire l'alba
e il giorno pieno.
Pastori e precore riprendono la via
verso il pastore ultimo, verso
il suo agnello. Noi
capre testarde, muli
tardivi
stiamo a guardare.
Attendiamo un altro,
il prossimo tramonto.
Poi, di nuovo,
l'Alba.
(Léon Bertoletti, Terra di presepio)

